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"I Telecomandati" di Oreste Lo Pomo
di Grazia Napoli



“Bambino
dai cani sbranato
con flebo
e naso ricucito
subito intervistato
bambino
due volte
sbranato”

Oreste Lo Pomo – “Ampexando”




A chi fa televisione per mestiere - ma anche a chi è genitore, medico, mass-mediologio o pubblicitario - questo saggio di Oreste Lo Pomo pone problemi di coscienza, di revisione, di autocritica, ma sollecita anche la riflessione e stimola alla comprensione. Non si può tornare indietro. La tv, internet, i video giochi invadono la vita di tutti noi. Per lavoro, per studio, per diletto, per necessità. Sono strumenti che fanno parte della quotidianità, nostra ma, ancor più, dei giovanissimi. I bambini di oggi non sanno ancora leggere e scrivere, ma clickano con sicurezza e decisione sulle icone del computer. Gestiscono le moderne tecnologie allo stesso modo di gessetti e colori. Sono nati con la tv e il pc. Ma quanto fa bene e quanto fa male questo “rapporto” così stretto?

“I telecomandati” cerca di rispondere a questa domanda attraverso un’analisi, che è anche un excursus degli studi di sociologi e pediatri che, in America e in Europa, hanno analizzato il fenomeno, dagli anni ‘70 ad oggi.

La tv baby-sitter e la teledipendenza; le conseguenze, anche patologiche, su un bambino lasciato troppo a lungo da solo davanti alla tv; il ruolo dei genitori, indaffarati e assenti, che, nella tv, hanno trovato un sostituto di comodo. L’analisi della quantità e della qualità di televisione, ma, in genere, delle immagini propinate a questi bambini.



Il messaggio violento che – è scientificamente provato – sui più fragili induce allo sviluppo dell’aggressività, anche da adulti. La pubblicità, che “educa” il bambino ad essere un “consumatore” sin dalla tenera età; omologa gusti e comportamenti degli adolescenti; utilizza bambini e ragazzi per parlare ai propri coetanei. Solo colpa della tv?

L’analisi – nel libro - è più complessa. Investe la sociologia e la medicina, il giornalismo e il marketing. E riesce a vedere anche il risvolto della medaglia. Gli aspetti positivi, che pur ci sono, in questa “modernità”, a cui i comportamenti vanno adeguati con buon senso, equilibrio e collaborazione tra chi deve tutelare i diritti del bambino: la famiglia, la scuola, gli operatori dell’informazione.

Oreste Lo Pomo, giornalista attento ai diritti dei minori non manca di citare i Tg visti dai bambini. Troppa violenza. “E’ questo veramente il mondo di oggi?” scrivono i bambini di quarta elementare, in una ricerca portata ad esempio. E dice no ai Tg che raccontano con immagini da scoop una realtà di guerra e di morte. Come dice no alla violenza nei cartoni animati o nei film per ragazzi.

Al di là delle spiegazioni dei produttori, degli psicologici e degli educatori. E’ una violenza sempre gratuita, controproducente, inutile.



Un messaggio per chi fa televisione, per chi parla attraverso le immagini, per chi può raccontare la realtà, senza necessariamente doverla ampliare con immagini, che, spesso, non aggiungono nulla alla verità di una notizia.

Un saggio, questo di Oreste Lo Pomo, che stimola riflessioni a più livelli, su un argomento davvero complesso. Scritto con la sintesi e la semplicità proprie del giornalismo, ma incisivo nella critica e nella proposta. Un saggio che, contrapponendo tesi e dati, non pretende di dare risposte. Fornisce però notizie, abbozza critiche, suggerisce qualche percorso. Perché nella convivenza con i media, soprattutto i più piccoli, abbiano la giusta guida, per trovare il giusto equilibrio.

  
  
  

 
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