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Il padrone in redazione - Giorgio Bocca
di Grazia Napoli

“Sembra ieri che noi giornalisti di Repubblica ci siamo trovati a Roma per festeggiare il decennale, noi i padri fondatori fotografati in mezzo ai giovani con il sorriso di chi pensa: vogliateci bene e continuateci, vo consegniamo un giornale unico in Italia, il giornale dei giornalisti. Sembra ieri che assieme a  Scalari e a Caracciolo siamo andati in visita alla tipografia romana appena entrata in funzione, all’una di notte per avere fra le mani, come calda di forno, la prima copia del giornale fatto da noi, stampato in una tipografia nostra. Sono passati due anni e l’avventura è finita, ci ha comprati la Mondatori di Carlo de Benedetti, che con ogni probabilità finirà nel CIR, una grande finanziaria nel giro vorticoso e imprevedibile della finanza internazionale.”  





    Com’è cambiato il giornalismo? Che cos’è un giornale? A chi appartiene? Questi alcuni quesiti a cui Giorgio Bocca tenta di dare una risposta alla luce dei mutamenti avvenuti nella professione, nell’organizzazione dei giornali, nella concezione stessa dell’editoria assimilata a quella di un’impresa comete altre. L’utopia di “Repubblica”, il primo giornale dei giornalisti, ha rimesso in discussione la possibilità di un giornale pensato, scritto e prodotto, fino alla stampa e alla distribuzione dai diretti operatori dell’informazione.

    Il potere, i partiti, la pubblicità, le ragioni economiche più che informative finiscono per fagocitare tutto, generando un tipo di giornalismo che tende alla notizia ad ogni costo, al giornalismo – spettacolo in concorrenza con quello televisivo, fino alla disinformazia: la falsa notizia verosimile. Nel giornale – industria aumentano le pagine, i supplementi, i concorsi, la pubblicità e le foto da rotocalco; il padrone è sceso dalla sua villa per entrare in redazione, indirizzare i direttori, consigliare i giornalisti. Dov’è finito il giornalismo d’opinione? E l’avventura fascinosa di questa professione? E con l’avvento dell’automazione cos’altro succederà in redazione?

    Giorgio Bocca, in excursus sapiente, che nasce dall’esperienza, dall’amore per il suo mestiere e dalla necessità di capire cosa sta cambiando, ci dà un quadro chiaro, appassionato e un po’ nostalgico di un mondo affascinate quanto intricato

  
  
  

 
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