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La grande sorella – il mondo cambiato dalla televisione- Carlo Sartori
di Grazia Napoli


“Tokyo, un giorno qualunque dei tardi anni ’90, o forse del dopo 2000, o forse chissà. Nella villetta unifamiliare, alla periferia della megalopoli  giapponese la famiglia è al completo in attesa della cena. La piccola antenna cor0oclra di 45 centimetri di diametro, sul tetto della casa, è rivolta a captare i segnali di un satellite a diffusione diretta americana, che sta trasmettendo il concerto di un celebre pianista: la sua immagine appare nitidissima sullo schermo televisivo ultrapiatto  ad alta definizione, che occupa buona parte di una parete del salotto, ma il suono giunge direttamente dal pianoforte a mezza coda in un angolo della sala,i cui tasti sono azionati  - come da una mano invisibile – dal segnale stesso del satellite. Due bambine guardano e ascoltano rapite, mentre il videodisco incide immagini e suoni, che saranno utilizzati come materiale didattico durante la prossima lezione di pianoforte che un insegnante terrà in teleconferenza, dal centro multimediale di Osaka. Poco distante la mamma, sul suo televisore di cucina, ha già visualizzato una ricetta buona per la cena , di cui sta ricevendo copia in facsimile attraverso lo stesso televisore. In camera, suo fratello maggiore, studente sedicenne, sta dialogando sul suo terminale video con la Mead Data Central di New York, una grande banca dati sull’attualità, per una ricerca che dovrà presentare l’indomani a scuola, in copia cartacea e su supporto audiovisivo; ma di tanto in tanto si distrae e preme un tasto per sintonizzarsi sulle sei contemporanee “dirette” in onda dagli stadi del baseball, che lui ama vedere tutte insieme nei comparti simultanei del suo maxichermo. Papà è in studio, vicino al suo piccolo televisore a 42 pollici stereofonico: ha in una mano una ventina di carte di credito televisivo e sta per decidere su quale canale sintonizzarsi  o in quale archivio di quale continente cercare il film da vedere dopo cena; il costo gli sarà addebitato direttamente sulla bolletta telematica.”





    Cosa c’è dietro il piccolo schermo che assorbe e domina la nostra vita? Quali oscuri processi o magici eventi? Come ci arrivano le immagini e  come vengono scelte? Com’è nata la televisione e dove va? Quale la sua funzione nell’era della videoregistrazione e, quindi, del passaggio da una fruizione passiva ad una attiva?


    Queste alcune domande a cui Carlo Sartori nel suo volume dedicato alla “Grande Sorella” dei nostri tempi cerca di dare risposte precise, supportate dalla scientificità di una ricerca condotta in ambito universitario. Dagli anni ’30 alla fine del ‘900, dalla “diretta” alla “Tv replicante” dei serials e delle telenovelas, alla riscoperta della “diretta” come “Tv evento”, alle possibilità tecnologiche più avanzate di videoregistrazione, di Tv ad alta definizione, di ricezione tridimensionale. Questo il cammino di uno strumento che si avvia alla conquista di tutti i campi telematici, ad una visione sempre più totalizzante e globale della realtà, ad un’offerta multimediale che inglobi lo spettacolo, l’informazione, la comunicazione e, naturalmente, la pubblicità. Non è, infatti, disgiunta dalla televisione neppure quest’ultima. Nata come sponsor di un’intera trasmissione poi relegata in propri spazi come “Carosello”, infine formalizzata nello spot sempre più breve ed incisivo.
Ma come si sviluppa il mercato televisivo? Chi ne tiene le fila? Chi impone l’export dei programmi? E come cambierà la televisione in Europa e nel Mondo? Alcune risposte vengono da questo libro, altre sono lasciate alla sensibilità e alla fantasia di tutti noi spettatori – protagonisti di un mondo in evoluzione, che ci coinvolge, quasi senza volerlo.

    Nel 1977 Carlo Sartori e alcuni studenti universitari iniziarono una ricerca scientifica sulla dinamica dei modelli televisivi nel mondo e sulle tendenze evolutive dei generi di programmi nelle diverse realtà socio-economiche e politico-culturali del pianeta. La ricerca fu arricchita ed ampliata con viaggi all’estero, che dettero anche vita ad un programma televisivo “Il giro del mondo in 80 Tv” andato in onda su Rai1 nel 1980. La ricerca è poi continuata nel corso degli anni ’80 con un metodo comparativo. Nell’autunno del 1987, Rai3 ha messo in onda il secondo ciclo di trasmissioni sull’argomento intitolato “Dieci anni che sconvolgono la TV”. La ricerca è stata aggiornata fino al dicembre 1988 e ha dato vita a al volume, che si ferma appunto a questa data.

    Un viaggio estremamente affascinante in un mondo che contribuiamo giorno per giorno a costruire; un’attenta analisi di meccanismi ovvi per il mondo degli affari e per le logiche di mercato, che invadono la vita di ognuno martellata dalla pubblicità e dal sogno, rinchiuso in una scatola cubica o piatta; la descrizione minuta di come  si crea il consenso, un circolo vizioso che impone la presenza delle televisione  nel momento in cui c’è chi la supporta. La Grande Sorella non ha niente del Grande Fratello immaginato da Orwell; non ci scruta con occhio inquisitore, ma diventa sorella della nostra giornata, racchiude il nostro mondo, ci porta in casa il mondo; forgia le nostre abitudini, standardizza linguaggi e mode, in un processo che sembra inarrestabile e che, d’altronde, nessuno pare voglia fermare.

  
  
  

 
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