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Elisa tra cielo e terra – di Assunta Basentini e Cristiana Coviello
di Grazia Napoli



“Che atmosfera in questa soffitta. Non credevo ci fosse un posto così. Nessuno mi aveva mai parlato di una soffitta sulla Chiesa.
Ci sono disegni, scritte, anche del tempo della guerra. Aveva ragione Danilo. Dev’essere un posto segreto. Magico….”



La voce di Elisa che chiama, che invoca compagnia, che chiede di essere portata via da quella “bara troppo grande”, che è il sottotetto della chiesa della Trinità a Potenza, dove è rimasta per 17 anni.




È questa una delle immagini più forti ed emotivamente più coinvolgenti di “Elisa fra cielo e terra”, il libro scritto a 4 mani dalla psicologa Assunta Basentini e dall’ avvocato Cristiana Coviello, con la collaborazione dell’ex capo della Squadra Mobile della Questura di Potenza Barbara Strappato. Tre donne che hanno vissuto e seguito da vicino la vicenda di Elisa Claps, la studentessa potentina di 16 anni scomparsa nel nulla, in pieno centro cittadino, una domenica di Settembre del 1993. Un mistero, che ha segnato la città per 17 anni, quando il corpo è stato ritrovato nel sottotetto della chiesa più centrale e più frequentata di Potenza, dove la ragazza aveva appuntamento con Danilo Restivo, oggi ritenuto il suo assassino, e già condannato in primo grado a 30 anni di reclusione.

Di Elisa, della sua scomparsa, del suo assassinio si sono scritti fiumi di parole, ma questo libro è diverso. Non è la sola ricostruzione dei fatti, della cronaca, delle indagini, dei verbali. È un libro in cui si sente “ la voce di Elisa”, in cui le autrici hanno fatto “parlare” lei, come ai periti ha parlato il suo corpo.

È  un libro che lascia ancora aperti tanti dubbi. Sulle indagini, sull’operato di forze dell’ordine e magistrati, in quella lontana domenica di Settembre, sulle dinamiche e i tempi del ritrovamento del corpo, nel marzo del 2010.
Un libro che, a tratti, risente del linguaggio tecnico del legale, della psicologa forense, del poliziotto. Ma che riporta, intatti, sensazioni e fatti. E, soprattutto, che ridà centralità ad Elisa, dopo che, in questi anni, sempre più spesso, l’attenzione si era spostata su altri personaggi. Dimenticando lei, lì, in quel sottotetto.

Questo libro restituisce Elisa all’affetto della sua città. E ricostruisce le  vicende, che hanno visto protagonista Danilo, ragazzo “disturbato” di buona famiglia, protetto anziché curato, che potrebbe essere diventato – secondo gli inquirenti - un serial killer. Eppure lo si deduceva, anche se non in termini cosi definitivi e drammatici, già dalle prime perizie, che la stessa Assunta Basentini aveva curato e stilato per il Tribunale dei Minorenni di Potenza due giorni dopo la scomparsa di Elisa. Perché quei fascicoli non sono stati considerati?

In questo libro c’è anche tutta la rabbia di due donne, che avrebbero voluto difendere e proteggere Elisa. E’ agghiacciante la descrizione del sottotetto. Una descrizione fatta con l’ anima.  E’ questa descrizione partecipata e sofferta, e non solo del luogo del ritrovamento, che consente a questo libro di far rivivere una vicenda stranota, in maniera diversa. Un libro che rimane comunque aperto. Elisa è  tornata a casa, ma si cercano ancora risposte.

  
  
  

 
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