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La miscela segreta di casa Olivares, di Giuseppina Torregrossa
di Grazia Napoli


“Il profumo si diffuse leggero come una carezza, poi si fece più forte, solido, quasi un abbraccio, poi l’aroma divenne un grumo di nostalgia dentro ai loro cuori”.


il libro


Aprile 2014 - Sembra di seguire la scia odorosa di una buona tazza di caffè.
Nella bottega degli Olivares, accanto ad Orlando, la macchina sbuffosa, che tosta i chicchi e spande un aroma irresistibile; nella cucina di Viola, capace di leggere il futuro sul fondo di una tazzina; sulla pelle scura di Genziana, la prediletta del padre Roberto, che ha dato il suo nome alla migliore miscela prodotta nella sua bottega;  nei vicoli del rione palermitano, in cui ha sede l’antica Torrefazione. Una scia odorosa di caffè tostato e appena macinato, che si propaga dalle vesti di Giovanni, fedele lavorante; dai sacchi pieni di spezie ammassati nella “putìa”; dalle parole di speranza di chi, in fila, attende di incontrare Viola, la caffeomante.


L'autrice


Un mondo reale e favolistico, quello di questa nuova saga familiare di Giuseppina Torregrossa, che ha tutti i colori, i sapori, le contraddizioni, la forza e il calore della sua Sicilia. Una storia intrisa di tradizione, ma che guarda al futuro. Un racconto radicato sul territorio, a volte anche nell’uso del linguaggio, ma in grado di spaziare, per descrivere una condizione - quella dell’immediato secondo dopo guerra del ‘900 - che è condizione storica e politica italiana.
Una storia al femminile, che – ancora una volta – parte da una cucina, da un alimento, dalla tenacia e caparbietà di una donna del Sud.  E’ la storia della crescita e della conquista della consapevolezza e della libertà, attraverso il lavoro e l’amore, delle donne di quell’epoca, in Sicilia, ma non solo.
Genziana, la protagonista, bambina dalla pelle scura come il caffè,  si risveglia dall’incubo dei bombardamenti, che le hanno portato via quasi tutta la famiglia e cerca la propria strada. Capisce che non sarà caffeomante, come sua madre, ma porterà avanti la Torrefazione, come suo padre, in quella  bottega, in cui - da piccola - le era proibito scendere. Un cammino di ricerca e di affermazione progressiva, che è anche capacità di inventiva, tutta femminile. Genziana non solo compone una nuova, vincente miscela di caffè, ma, come sua madre, aiuta le altre donne, vedove e orfane di guerra, dando loro un lavoro. Inventa insomma un miscela di vita, che definisce e completa la sua personalità.
Genziana fa tesoro di cio’ che impara in incontri fortuiti o cercati, costruisce se stessa, gestisce la bottega, si afferma nel lavoro e attende il ritorno a Palermo del suo amore giovanile: Medoro, scapestrato e contestatore, che però troverà una propria dimensione inaspettata nell’Italia post bellica. Accanto ai protagonisti, una serie di figure, solo apparentemente di contorno, che definiscono l’atmosfera di una Palermo ferita dalla guerra, dalla distruzione, dalla povertà, comunque in grado di trovare una dimensione, per rinascere, senza tradire se stessa e la sua gente.


il protagonista


Una storia che prende. Che appassiona e addolora. Che invita alla riflessione. Che esalta le donne e la loro forza. Che da energia come, per tutti noi meridionali, una buona tazza di caffè.

  
  
  

 
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