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San Gerardo come Dioniso?
di Grazia Napoli

La storica parata dei turchi. Tradizionale appuntamento potentino con le celebrazioni della festa del Santo Patrono.. La macchina organizzativa e il comitato scientifico sono già al lavoro.
E proprio della sfilata si è parlato nell' ultimo incontro della rassegna "letti di sera", sulla terrazza del Grande Albergo a Potenza




I simboli, i personaggi, le maschere, il fuoco, il vino. Gli elementi distintivi della manifestazione, la loro derivazione da riti e credenze, la loro collocazione geografica.

Tra filosofia, storia, mito e tradizione Giuseppe Biscaglia ha dato la propria lettura di questa festa  rifacendosi alle ricostruzioni degli storici potentini, prima fra tutte quella ottocentesca di Riviello, ancora la piu vicina al comune sentire dei potentini, ma anche cercando una spiegazione attraverso le interpretazioni di simboli e riti della festa in genere date da filosofi, poeti e pensatori, nei secoli. E' di Biscaglia, invece l'accostamento della figura del Santo fanciullo benedicente dalla nave simbolo della città a Dioniso, divinità delle feste e del vino. Dunque una festa, non una parata storica.




Perchè la festa è il momento comunitario, in cui si annullano le gerarchie, ci si ferma, ci si rigenera e ci si riappropria della propria identità. Con il vino e il fuoco. Oggi una sola grande Iaccara, in passato tanti piccoli falò nelle cuntane intorno a via Pretoria.

Un rito comunitario che rievoca il miracolo di san Gerardo che - secondo la tradizione - fermò l' avanzata dei turchi in città e si associa alla festa di primavera della civiltà contadina propiziatoria di abbondanza. Un rito identitario in cui tutti si specchiano e riconoscono.
La serata è stata l' occasione per parlare di come la festa si è evoluta negli anni e di ciò  che sarà. In attesa del prossimo 29 maggio




  
  
  

 
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