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Dialogo aperto
Grazia Napoli    Al centro.

E' il nuovo spettacolo di Claudio Baglioni. Già traemesso con grande successo di ascolti su Rai 1 dall'arena di Verona. Ora in tour. In questi giorni a Firenze. Poi a Roma, al Palalottomatica,regno del cantautore romano che - come dic...
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GIanni - di e con Caroline Baglioni
di Grazia Napoli




Caroline Baglioni, giovane attrice e autrice umbra ha scritto “Gianni”, un bellissimo, appassionato monologo, in cui da voce alla  disperazione di un uomo affetto da una forte sofferenza psichica, Gianni Pampanini, suo  zio, morto suicida.
Uno spettacolo con cui ha vinto i premi "Scenario per Ustica" nel 2015 e In-Box nel 2016

Il testo nasce dall'ascolto di alcune registrazioni. 3 cassette della metà  degli anni '80 del ‘900, che Caroline ha ritrovato, nel 2004, in una scatola di vecchi dischi. Le ha ascoltate per oltre 10 anni e ha scritto questo monologo di grande impatto e forza interpretativa.

Sola sulla scena, delimitata da un mucchio di scarpe di ogni genere, Caroline ripropone quella sofferenza, riprendendo le frasi dello zio, che gridavano desideri, gioia, tristezza, disperazione. Appunti di una mente malata e solitaria.
Al racconto si accompagna la mimica, la forza del gesto e del corpo, l' espressività della parola, anche di quella forte, proibita, che serve per inveire contro tutto e tutti.

Usa un linguaggio a volte impastato, balbettante, strascicato, tipico di chi assume psicofarmaci; altre volte urla, invece, chiari, il disappunto, la disperazione. Arriva al limite del delirio.




Nella sua interpretazione Caroline Baglioni si muove concitata sulla scena, in mezzo ad un cumulo di scarpe che sceglie, sposta, indossa. Sullo sfondo: le voci dei telegiornali e le musiche delle canzoni di allora, a introdurre nell' atmosfera della metà  degli anni ' 80, che lei non ha mai davvero conosciuto.

L' anima maschile e quella femminile sono simboleggiate proprio dalle scarpe. Ne indossa una da uomo una da donna. E proprio le scarpe tracciano il confine tra i ricordi diretti dell' attrice e il racconto della vita di Gianni, che si fa sempre più incalzante, man mano che si accentua lo straniamento dalla realtà , fino all' epilogo tragico, quando sulla scena rimane - in evidenza - una scarpa da uomo sotto un fascio di luce rossa.

Una vera prova d' attrice e autrice per questa interprete dello Stabile Umbro che ha fatto parte del gruppo del regista napoletano Antonio Latella

  
  
  

 
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